Quando dei bambini arrivano all’uscio del nostro Rifiugio li invito ad entrare mentre le altre Amiche Streghe si affacendano chi intorno al tavolo a tritare e sminuzzare erbe e radici, chi a rimestare nel calderone sul fuoco del camino perennemente acceso, mentre altre leggono le richieste di aiuto o danno consigli semi-seri a chi ha l’ardire di prestare ascolto al nostro rumoroso cianciare…

Li faccio accomodare sul divano di pelle marrone ormai sfondato e tutto liso, che cerchiamo di ingentilire con una coperta formata da tanti quadretti colorati fatti all’uncinetto dalle nostre nonne e cuciti insieme sempre dalle loro abili mani, e loro stanno lì buoni buoni in attesa di un nuovo Racconto e metto nelle loro mani una tazza di tisana fumante e un piattino di biscottini fatti in casa.

Quando anche noi Streghe ci sediamo lì, la sera, dopo tanto andirivieni sulle scope, ci sentiamo coccolate ed è come tornare bambine a nostra volta e assaporiamo il contatto di quella coperta sulla nostra pelle e sentiamo ancora l’abbraccio delle nonne…


Quei bambini arrivano dal villaggio ai piedi della rupe dove abbiamo costruito il nostro Rifugio.

Sono figli di contadini, ragazzini semplici e con gli occhioni sempre spalancati di meraviglia sul mondo, ma c’è anche il figlio del Cerusico del villaggio, con quegli occhialetti fissi sul naso, l’aria da saputello e il naso all’insù, che segue affannato la corsa dei suoi compagni di giochi fino alla nostra porta. Arriva trafelato, che non è avvezzo alle corse, non ha come gli altri, le ginocchia sbucciate e le mani con i calli.

Lui, invece di lavorare nei campi come gli altri, studia col suo papà nel retro dell’ambulatorio, una specie di casa formata da due camere adibite l’una a piccola cucina con una porta che funge anche da finestra e dà sull’orto-giardino dietro casa e l’altra come camera da letto dove lui e il suo papà dormono ognuno in un lettino con materasso di piume d’oca, mica come quelli dei suoi compagni, che sono riempiti di paglia e pungono la pelle.

Anche lui è un bambino buono, solo un po’ triste perché escluso dai giochi forsennati e selvaggi degli altri.

Non si dà pace mentre il pomeriggio se ne sta chino sui libri, il suo papà cura gli abitanti del villaggio che si recano con mille acciacchi fino a tarda sera all’ambulatorio e intanto sente gli altri bambini scorazzare e ridere e giocare al di là di quelle quattro mura.

Ogni tanto però riesce a sgattaiolare via da quelle pagine polverose e noiose, ma non sa che è il suo papà che finge di distrarsi e guarda da un’altra parte mentre lui passa piegato in due davanti all’ambulatorio per unirsi agli altri.

Questa “fuga” avviene di solito la domenica pomeriggio, subito dopo l’incontro di tutto il villaggio, con il Druido della Valle, che racconta loro dei misteri del Sole e della Luna, della magia delle Stelle e del loro peregrinare nella volta del cielo.


I bambini del villaggio devono imparare queste cose chè da grandi erediteranno la terra dei padri e dovranno conoscere a memoria l’evolversi delle stagioni e cosa fare in ognuna di esse per avere un buon raccolto e mandare avanti la famiglia o affrontare al meglio i tempi di magra.

Il figlio del Cerusico invece, guarda il cielo e sogna ad occhi aperti. Conosce a memoria tutti i nomi delle costellazioni ma anche le leggende ad esse legate.

Quella che più l’affascina è quella della Costellazione del Cigno, nata perché un Druido non proprio benevolo e che viveva come un eremita sul monte più alto della Terra, si innamorò di una delle più belle donne mai viste, incontrata durante la sua unica discesa al villaggio in un giorno di mercato e poiché voleva essere sicuro di poterla avere tutta per sé, la rese muta così che non potè mai chiedere aiuto ad altri e la notte si trasformava in una meravigliosa Civetta Bianca, costringendola così, a spiccare il volo e viaggiare inesorabilmente sempre più in alto fino a raggiungerlo e osservare con lui dall’alto le sorti degli Umani Mortali…

Un giorno però un Falconiere notò quel bellissimo rapace sorvolare il bosco dove di solito egli cercava i nidi per nuovi uccelli da allevare per le battute di caccia del Re e lo seguì fin sulla cima di quel monte e arrivatovi, rimase nascosto dietro una siepe e fu testimone del grandioso prodigio: non appena la Civetta Bianca si posò ai piedi al Druido, prese a cambiare forma e al chiaro di luna,; la vide trasformarsi in una donna completamente vestita di bianco e di una bellezza tale da togliere il fiato.

Il Falconiere si innamorò all’istante di quella splendida e bizzarra creatura dalla doppia natura e prese a camminare verso quella coppia incurante del pericolo imminente.


Il Druido vide subito il Falconiere non appena questi mise piede fuori dal cespuglio e capì, dallo sguardo di questi, di aver trovato un possibile rivale in amore perché la Donna posò gli occhi in quelli di lui e una lacrima di cristallo rotolò giù dalle sue guance in una disperata e muta richiesta di aiuto.

Il Druido allora gettò istantaneamente una maledizione sul Falconiere e lo sollevò in aria con una potente magia e lo scagliò giù dal monte, in un lungo e quasi interminabile viaggio nel vuoto.

La Donna, fino ad allora succube dell’influenza malvagia del Druido, si alzò in piedi e corse disperata verso il burrone da cui era stato scagliato quello sfortunato sconosciuto e in un ultimo e devastante tentativo di aiutarlo, scordò di non essere più dotata di ali e si gettò in picchiata nel vuoto!

Precipitando sempre più veloce verso il basso, sentiva l’aria sferzarle il viso e vedendo lo sconosciuto sotto di lei ormai prossimo a sfracellarsi al suolo, pianse.

Pianse la Donna più bella della Terra, e lacrime volarono via nell’aria e brillarono come diamanti colpiti dalla luminosità della Luna.

La Luna allora, da sempre portata verso gli animi gentili e puri, pose rimedio a quella sventura. Stipulò un patto subitaneo col Sole suo Fratello che acconsentì al nascere del giorno nuovo ad arrostire in modo assolutamente doloroso e tormentante il deretano di quel Druido malvagio e Lei, la Luna, fece una magia come mai aveva fatto prima di allora: inondò di pura luce bianca la Donna più bella ed il Falconiere e quando arrivarono al fondo del monte, non trovarono la dura terra ad attenderli, ma scoprirono l’una di poter di nuovo atterrare planando delicatamente su di un lago in una nuova forma, quella di Cigno Bianco mentre il Falconiere venne trasformato in un grosso Pesce d’acqua dolce, che si tuffò in quelle acque e protetto da un’armatura di scaglie d’argento e le lacrime volate nell’aria divennero nuove stelle disponendosi nella notte a forma di Cigno con le ali dispiegate al vento.

La Donna-Cigno nuotò placidamente sul lago lisciandosi le piume e dopo tutte quelle grandi emozioni, piegò il collo, nascose la bella testa sotto un’ala e dormì serena come mai da quando era nata. Il Pesce d’Argento nuotò a pelo d’acqua intorno alle zampe palmate del Cigno facendo buona guardia in attesa del nuovo giorno, quando la mirabile magia li avrebbe di nuovo trasformati in Uomo e Donna e avrebbero potuto finalmente conoscersi e innamorarsi senza tema alcuna.

Questa è solo una delle favole che racconto ai “miei” bambini del villaggio, quella a cui il figlio del Cerusico è più affezionato, ma ne ho altre pronte, fino al loro prossimo arrivo dopo aver loro preparato una buona tisana di fiori di lavanda…


L'immagine della Costellazione del Cigno (la preferita anche di questa vecchia Strega) l'ho presa da QUI ^___^

4 magici commenti:

raconto bellissimo cara streghetta narratrice... un bacione dalla vecchia strega zoppa val ;))

VALLINA MIA... ma che ci combini? :)
Questa sera passo a trovarti, lascia l'uscio aperto... non sono ancora pratica di atterraggi e non vorrei sfondare la porta... :DDD
Un abbraccio

ciao, mi mancano i tuoi meravigliosi e poetici racconti.
Non stare più così tanto senza scriverli eh? Mi raccomando, altrimenti sangue di ramarro e dente di serpente, ti faccio un incantesimo e non succede niente (è l'unica rima che ho trovato e me l'ha suggerita la mia stellina piccola - 6 anni)

ZIA LELLA ^______^ che bella rima!!!! :DDDD
Un bacione alla piccola che l'ha suggerita =(^.^)=

Promesso, ne ho un altro in arrivo... ovvero, mi frulla nella testolina e sto per metterlo giù... ;P

Un abbraccione e grazie!

BENVENUTI!

Benvenuti o viandanti! Prego, fermatevi pure nel nostro magico antro, sedetevi e godete del nostro caldo focolare nelle freddi notti invernali o dell’ombra delle fronde all’ingresso della nostra grotta in cima al monte!
Ci sarà sempre ad attendervi una buona tisana o una zuppa rinvigorente…
Potreste fermarvi solo qualche ora o anche qualche giorno e divertirvi con noi ad ascoltare le tante storie che abbiamo da raccontare, frutto della nostra secolare esperienza di vita da Streghe.
Badate bene però! Siamo Streghe Bianche e aborriamo i sortilegi cattivi, i malocchi e tutta sta robaccia abominevole! Se siete in cerca di incantesimi che riducano zoppicante il vostro vicino, che facciano imbruttire la bella di turno, o, ancora, se siete alla ricerca della medicina miracolosa… siete NEL POSTO SBAGLIATO! Tutto quello che diciamo, raccontiamo, cuciniamo, consigliamo è solo per il nostro personale divertimento!!!
Non ci sogniamo nemmeno di sostituirci ai cerusici e ai medici dei villaggi!
Se ciò che vi affligge sono pene d’amore, da noi potrete trovare tutto il sostegno possibile, anche una spalla su cui piangere, ma nulla di più!
Lungi quindi da noi chiunque creda pedissequamente a tutto ciò che gli si dice… siamo stati dotati di una mente assai funzionante e quindi, dopo il momento ludico passato nella nostra grotta, se questo vi ha apportato giovamento e allegria, si torna con i piedi per terra, si appoggia la scopa nell’angolo d’onore della Cucina Stregata e si rivestono i panni di Donne e Uomini “moderni”… almeno fino al prossimo incontro! ^__^
Le streghe

I nostri fans!!

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amicici ...

"Tre volte miagola la gatta in fregola,
tre volte l'upupa lamenta ed ulula,
tre volte l'istrice guaisce al vento...
Questo è il momento.
Su via!
Sollecite giriam la pentola,
mesciamvi il circolo possenti intingoli:
sirocchie, all'opera!
L'acqua già fuma,
crepita e spuma.....
tu rospo venefico che suggi l'aconito,
tu, vepre, tu, radica sbarbata al crepuscolo
và, cuoci e gorgoglia nel vaso infernal.......
tu, lingua di vipera,
tu, pelo di nottola,
tu, sangue di scimmia,
tu, dente di bottolo,
và, bolli e t'avvoltola nel brodo infernal......
tu, dito di un pargolo strozzato nel nascere,
tu, labbro di un tartaro,
tu, cuor d'un eretico,
và dentro, e consolida la polta infernal.......
e voi, spiriti negri e candidi,
rossi e ceruli,
rimescete!"
voi che mescere ben sapete,
rimescete! riemescete!

(MacBeth-William Shakespeare)

A pesca nel calderone magico....

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