...era una giornata di fine inverno, stavo camminando in mezzo alla gente del villaggio, nessuno aveva notato la mia presenza.
Nessuno aveva il coraggio di guardare negli occhi un cavaliere avvolto in un mantello nero e con la spada bene in vista, con l’ elsa a forma di teschio cornuto.
Nessuno aveva guardato i miei occhi dall’iride dorata, nessuno aveva capito chi fossi.
Trovai quell’uomo in un angolo della piccola piazza, intento a parlare ad un gruppo di cinque uomini, grassi commercianti dalle facce stanche e mezze addormentate.
Valutando il suo pubblico non sembrava che le sue parole fossero così interessanti, anche se rivelavano segreti che avrebbero permesso ai più di arricchirsi con piccoli accorgimenti.
Mi fermai davanti a quel gruppetto annoiato, nessuno alzò lo sguardo per vedere chi fossi, che cosa volessi.
Qualcuno si era addormentato.
Guardai l’uomo che teneva la lezione, aveva un’età indefinibile, era alto e magro, i capelli lunghi e neri, la barba non troppo lunga, stava in piedi con le gambe unite, rigido e gesticolava con le mani ad artiglio, per dare enfasi al suo discorso, si muoveva come un albero spogliato dal gelo e scosso dal vento.
Quando si accorse della mia presenza continuò a parlare come nulla fosse.
Non mutò il tono della sua voce, ne il modo di gesticolare, nemmeno l’espressione del suo viso.
Ma il suo sguardo puntò i miei occhi, aveva capito chi ero e non aveva paura.
Non ci volle molto per entrare nella sua mente attraverso gli occhi neri e cupi che mi perforavano il cranio, nessuna barriera o difesa, solo un immenso abisso, illuminato da pensieri intelligenti e guizzanti, da perfide incoerenze.
Era un Demone.
Un Demone del Ghiaccio, non tra i più rari come quelli dell’Acciaio ma sicuramente non comune come i Demoni del Fuoco.
Se i Demoni Acciaio erano sempre alleati e solitamente dalla parte estrema del bene e della giustizia (secondo il loro punto di vista) e i Demoni del Fuoco erano solo belve feroci pronte a sopprimere chiunque trovassero lungo il loro cammino, i Demoni Ghiaccio stavano esattamente nel mezzo.
E il loro "mezzo" era qualcosa di ambiguo, di incomprensibile per qualsiasi mente umana.
Aveva smesso di parlare.
Mi fece un sorriso, mi salutò con un inchino, si avvolse nel suo mantello di lana grigia e se ne andò.
I cinque commercianti erano ancora li, seduti a terra, morti.
Lui voleva insegnare a loro come ingrandirsi, arricchirsi, come avere successo.
Loro non lo avevano ascoltato.
Lui li aveva puniti.
M’incamminai nella direzione da cui ero arrivato.
Dopo qualche passo si udirono delle grida alle mie spalle, continuai a camminare senza voltarmi, la gente incominciò ad agitarsi qualcuno si mise a correre, altre urla.
Quel Demone non era un mio nemico.

7 magici commenti:

Inquietante... ci sarà un seguito??

In effetti dovrebbe esserci un intero racconto... (oso dire romanzo fantasy?)
Nella traccia di base ci sono vari personaggi, tra cui Drago, che è il protagonista assieme ad un Demone dell'Acciaio, vari cooprotagonisti tra cui una Strega, Un Vampiro dedito all'alcool, un Angelo "tatuatore"...
Però è una storia complessa, dovrei ancora defenire bene gli antagonisti e il loro scopo.
Attuamente non ne ho il tempo come ben sai e nemmeno l'umore.
:-/

Drago non c'è problema... so aspettare!!! ^_____^
Baciotto!

molto bello...suggestivo..e viene voglia di conoscere il seguito!
complimenti
val

niente di meglio di una storia che ti intrippa per mantenere ladepressione sotto controllo. te lo dice una che se ne intende...di storie intrippanti
e anche di depressione:)
zia lella

Un salutino ...
Gio'
http://remenberphoto.blogspot.com/

Ci sono incappata per caso in questa "cosa",girovagando di blog in blog, sono "nuova" dell'ambiente e...Mi chiamo Magu!Mi piace un sacco il genere letterario che parla di saghe di streghe e di maghi e di pozioni e di intrugli vari...Ne sono attratta da sempre.Un po' di mistero in questa vita che oramai ci pone alla mercè di tutti!L'ago fatato di Magu.blogspot.com

BENVENUTI!

Benvenuti o viandanti! Prego, fermatevi pure nel nostro magico antro, sedetevi e godete del nostro caldo focolare nelle freddi notti invernali o dell’ombra delle fronde all’ingresso della nostra grotta in cima al monte!
Ci sarà sempre ad attendervi una buona tisana o una zuppa rinvigorente…
Potreste fermarvi solo qualche ora o anche qualche giorno e divertirvi con noi ad ascoltare le tante storie che abbiamo da raccontare, frutto della nostra secolare esperienza di vita da Streghe.
Badate bene però! Siamo Streghe Bianche e aborriamo i sortilegi cattivi, i malocchi e tutta sta robaccia abominevole! Se siete in cerca di incantesimi che riducano zoppicante il vostro vicino, che facciano imbruttire la bella di turno, o, ancora, se siete alla ricerca della medicina miracolosa… siete NEL POSTO SBAGLIATO! Tutto quello che diciamo, raccontiamo, cuciniamo, consigliamo è solo per il nostro personale divertimento!!!
Non ci sogniamo nemmeno di sostituirci ai cerusici e ai medici dei villaggi!
Se ciò che vi affligge sono pene d’amore, da noi potrete trovare tutto il sostegno possibile, anche una spalla su cui piangere, ma nulla di più!
Lungi quindi da noi chiunque creda pedissequamente a tutto ciò che gli si dice… siamo stati dotati di una mente assai funzionante e quindi, dopo il momento ludico passato nella nostra grotta, se questo vi ha apportato giovamento e allegria, si torna con i piedi per terra, si appoggia la scopa nell’angolo d’onore della Cucina Stregata e si rivestono i panni di Donne e Uomini “moderni”… almeno fino al prossimo incontro! ^__^
Le streghe

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"Tre volte miagola la gatta in fregola,
tre volte l'upupa lamenta ed ulula,
tre volte l'istrice guaisce al vento...
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Sollecite giriam la pentola,
mesciamvi il circolo possenti intingoli:
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L'acqua già fuma,
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tu rospo venefico che suggi l'aconito,
tu, vepre, tu, radica sbarbata al crepuscolo
và, cuoci e gorgoglia nel vaso infernal.......
tu, lingua di vipera,
tu, pelo di nottola,
tu, sangue di scimmia,
tu, dente di bottolo,
và, bolli e t'avvoltola nel brodo infernal......
tu, dito di un pargolo strozzato nel nascere,
tu, labbro di un tartaro,
tu, cuor d'un eretico,
và dentro, e consolida la polta infernal.......
e voi, spiriti negri e candidi,
rossi e ceruli,
rimescete!"
voi che mescere ben sapete,
rimescete! riemescete!

(MacBeth-William Shakespeare)

A pesca nel calderone magico....

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