Ho trovato questo delizioso racconto navigando nel web proprio oggi e ho deciso di condividerlo con tutti voi, maghi, streghe o semplici viandanti che popolate questa bellissima terra di nessuno ... auguro a tutti voi una buona lettura e un felicissimo Samhain!! Bacioni la vostra Susina ....

"Susan, a Samhain"
di
Antonio Bruno
"Il rosso e l’oro sembravano essersi impossessati della Terra, con le loro pacate o sferzanti pennellate mosse dal vento d’autunno… Gli alberi dei parchi cittadini e gli alti faggi che delimitavano i viali avevano ormai da qualche settimana iniziato nuovamente il loro annuale rito di speciale policromia stagionale inviando su tetti ed asfalti migliaia di loro "messaggere": passate cantanti di primavera, foglie che, solo qualche mese prima, erano rigogliose e verdi, nella danza armonica di fusione con il cielo, di anelito alla stella della vita che gli uomini chiamano Sole……
Chi dice che l’autunno è una stagione triste o malinconica non ha capito nulla della magia perennemente vitale delle stagioni, che sono il respiro della natura. L’autunno è come una musica barocca, ed i suoi florilegi di colori caldi - di foglie o ricci di ippocastano che preludono a più intime introspezioni domestiche che ben presto porteranno gli uomini a sentire il bene atavico della dimora protettrice, cadendo a terra, o facendosi trasportare nell’aria, lontano - mi ricordano le scale armoniche di Vivaldi, di Bach o di Telemann…
Susan Woodhouse era una bimba che queste cose le aveva sempre sentite, fin da quando aveva pochi anni: sembrava che, d’autunno, il suo giovane spirito si animasse di una strana euforia e provasse un grande piacere nel tuffarsi nei cumuli di foglie morte accatastate dagli spazzini o nel raccogliere ricci di ippocastano da terra, incurante delle punture che spesso martoriavano le sue manine. La sua cittadina era una tipica cittadina inglese, ordinata e borghese ma con la fortuna di essere immersa in una natura dolce e bellissima, in una terra che nasconde, forse, il mistero della vita intima, profonda, del nostro intero pianeta; credo che questo mistero fosse conosciuto ed onorato dai nostri progenitori, quando il tempo non era malato di apparenza e l’uomo non aveva ancora abbruttito sé stesso con la schiavitù del solo visibile. Dalle parti di Susan, la gente conservava ancora, sepolto in qualche angolo delle memorie ataviche ereditate da generazioni di uomini che, di quella terra, vivevano, una sorta di innata consapevolezza, un discreto quanto spesso inconsapevole colloquio di elezione con gli "spiriti delle lande", con le forze nascoste che ne vivificavano la linfa.
Susan sembrava essere venuta da quell’imprecisabile passato e, crescendo, quella sua strana predilezione per l’autunno, quella incontenibile euforia che la portava ad intrattenersi per ore nei parchi cittadini o nei boschi delle immediate vicinanze dell’agglomerato urbano, divenne sempre più una particolarità irrinunciabile della sua vita.
Quando, poi, il calendario scandiva il trascorrere dei giorni in prossimità del fatidico 31 ottobre, Susan avvertiva quasi una frenesia incontenibile. Mentre le sue amichette ed i compagni di scuola si accontentavano di girare le strade bussando di porta in porta per il tradizionale gioco del "TRICK-OR-TREATING", nel rituale ricatto che perpetravano al distratto mondo degli adulti e si mascheravano da streghe, folletti, spiriti e scheletri, Susan, che a volte era stata quasi trascinata dai compagni in quella parodia che trovava essenzialmente banale, faceva risuonare nella sua mente l’antica cantilena:


"A soul cake!
A soul cake!
Have mercy on all Christian souls, for
A soul cake!"

(Abbi pietà per tutte le anime Cristiane/per una torta dell'anima)

A 11 anni, la bimba rispose al "richiamo" di Samhain… Non sapeva cosa fosse ma sentiva che quel nome era come una specie di chiave. L’aveva, forse, letto da qualche parte, in qualche libro di leggende che il papà gli aveva regalato nel fugace tempo dell’infanzia. Susan sembrava rapita, dai quei racconti.
"Sei proprio una piccola strega, come tua mamma!…" - si divertiva a dirle Dick Woodhouse stuzzicandola giocherellando coi i suoi riccioli ramati incapace di non pensare alla madre di Susan, che un giorno la foresta gli aveva portato via…
Quell’anno, la strana cantilena dello "Samhain" cominciò a risuonare ossessivamente quanto delicatamente nella testa della bambina tornando dal doposcuola, in quelle ore in cui il Sole sta per farsi accogliere dal grembo mistico della figlia Terra ed il vento fa danzare in muliebri mulinelli le foglie distese al suolo in fittizi tappeti.
"Samhain"…… Samhain!"….. udì quell’anno nella mente allo scostare con i piedi dei cumuli di foglie. Era la sera del 31 ottobre. La bambina portava in una mano la cartella e, con l’ altra, sorreggeva una zucca contenente un cero acceso che le avevano dato a scuola e che avrebbe dovuto portare così fino a casa pena l’arrabbiatura degli spiriti malvagi… E la voglia di tornare a casa, quella sera, era davvero poca… Poi, la bambina si fermò, i piedini sommersi da onde screziate di rosso ed oro…
Alzò lo sguardo alla sua destra, oltre i bassi filari di case e villette del suo tempo distratto, ed andò a perdersi nei boschi e nei declivi delle regioni a cavallo fra Wiltshire e Somerset… Restò così, assorta, per minuti indefinibili… poi le parve di vedere come delle lunghe mani protendersi da quegli alberi lontani e vicini al tempo stesso, mani che facevano un gesto armonico, sincronizzato ed inequivocabile: chiamavano Susan a sé…
Chi era, ormai, in quel momento, Susan?… Perché lasciò cadere a terra la cartella ed assunse quella strana luce di sogno nei suoi grandi occhi verdi?… Non lo sapremo mai.
"Samhain"… "Samhain!"… sentiva ripetutamente fuori e dentro di sé la bambina, come una cantilena che l’attirava irresistibilmente…
Attraversò cortiletti privati e scavalcò piccoli muri di sassi antichi, posti su quei crinali chissà quanti secoli prima da uomini che conoscevano, forse, il segreto di quella voce.
Attraversò campi di grano ormai giunti da tempo al termine del loro ciclo annuale e… si sentì vitalizzata, preda di un indescrivibile gioia, di un benessere tale da farla piangere…
"Ah, papà, papà!… Perché non sei qui con me, ora?…", pensò Susan per un attimo.
"Forse andiamo verso la casa di mamma… Io è… *so* che lei è là, Papà…."
Ma, poi, quello strano salmodiare, quelle braccia magre, avvolte da panni sfrangiati, scuri, lunghi, la chiamarono ancor più irresistibilmente verso la boscaglia, sulle "Hill" che forse non avevano mai avuto niente a che fare con il mondo degli uomini…
"Samhain"… "Samhain!"… E Susan alzò la zucca con il cero acceso al suo interno verso gli alti alberi che non le avrebbero fatto, ne era certa, alcun male…
"Samhain"… "Samhain!"… E il sole calò dietro le "Hill"…
Ogni anno, da allora, Dick Woodhouse, che non era mai riuscito a piangere per la scomparsa della sua unica figlia, si spinge fino ai limiti della cittadina in cui era nato e vissuto. Gli occhi sono sempre lucidi, velati da un pianto nobile e dolcissimo che nessuno poteva capire davvero. Ad un certo punto, l’uomo si ferma e guarda lontano, oltre le "Hill"… E’ allora che le sue labbra si piegano in un abbozzo di strano quanto sereno sorriso.
"Samhain"… "Samhain!"… canta la voce di Susan da qualche parte, laggiù… Un’eco più lontana, di voce femminile, ripete le parole di Susan:
"E’ Samhain, papà… Ti aspettiamo…"  



- Antonio Bruno - 

Anche se Draghi e Streghe sono esseri magici sicuramente differiscono per molte cose.
Nell'aspetto e nell'essenza.
L'essere umano ha i piedi per terra (mondo fisico) e la testa nel cielo (mondo mentale o metafisico), le Streghe hanno la capacità di sollevarsi più in alto, con le loro scope, staccarsi dal mondo fisico e immergersi nello spirito ed avere la fortuna di poter guardare il mondo da un'altra angolazione, un diverso punto di vista.
I Draghi sono diversi, non appartengono più al modo fisico e l'unico modo che hanno per tenere il contatto con la terra è diventare un tutt'uno con le cose materiali.
In realtà i Draghi non si sono mai estinti realmente, ne in questo spazio e tempo, ne in altri.
Sono scomparsi i loro corpi fisici ma i loro Cuori sono ancora qui e vivono attraverso le cose o gli esseri umani.
Quali siano le forze che spingono un Drago ad appartenere ad un umano ed un umano ad appartenere allo spirito di un Drago è difficile da comprendere.
Vi è solo una situazione in cui avviene questa fusione ed è la voglia di vivere consapevole.
Il vivere consapevole non è la semplice sopravvivenza del corpo.
Consapevole è chi capisce che la propria vita è parte di un disegno più grande, di cui ha scelto di far parte, ed è suo compito creare, realizzando i propri sogni e cercando la strada giusta, le linee armoniose che lo compongono.
La cosa straordinaria è che, per quanto sia faticoso cercare la strada giusta, trovarla, seguirla, porterà all'autorealizzazione, quindi ad uno stato di costante felicità, che prescinde dalle cose fisiche e materiali ma nasce da dentro.
Un Drago è un'entità subcosciente, si manifesta con pulsioni e desideri, è istinto puro, sesto senso, il suo è un IO "emozionale" costituito da emozioni pure e non dualistiche, l'odio e l'amore sono la faccia della stessa medaglia, non sono sentimenti contrapposti.
Quindi un essere umano "portatore di Drago" è condannato a sentire le cose in maniera diversa, la percezione della realtà è diversa.

I Draghi nascono dal mare, è la loro matrice.
I Draghi sono figli del vento, è il respiro della loro anima.
Io sono un Drago, non ho un nome comprensibile per la mente umana ma ho un nome umano con cui firmo i miei post. (vedi sopra)

Quanto sono stufa. Quanto non ne posso più. Quanto sto ribollendo. Perché ogni volta che si parla di rispetto per gli animali ci deve essere nei dintorni un qualche Imbecille che tira fuori il paragone con le persone? Perché solo quando si parla di animali l’immancabile Imbecille si fa venire in mente gli infelici, i poveri, gli affamati e le brutture del mondo tutte?
Perché davanti a un negozio di articoli per animali tutti si scandalizzano pensando agli indigenti e invece davanti alla vetrina di Gucci nessuno dice niente?
Perché se spendo due lire in più per nutrire i cani l’Imbecille mi rammenta l'esistenza dei bimbi poveri e se invece spendo un trilione per cenare nel ristorante di lusso mi chiede solo se ho mangiato bene?
Perché quando auguro la galera a chi fa del male agli animali l’Imbecille mi ammonisce perché “non si può equiparare gli animali alla persone?” E chi ti ha detto che io equiparo gli animali alle persone, signor Imbecille? E chi ti ha detto che siccome amo gli animali allora non amo le persone? Ho forse mai ucciso qualcuno io?
Noi viviamo nella parte fortunata del mondo, quasi ogni cosa che facciamo non è indispensabile e potrebbe far riflettere se confrontata con la vita di chi sta peggio. Il monitor che ho davanti, il telefonino, gli orecchini, le scarpe nuove, la partita di pallone, tutto è superfluo rispetto alle vere necessità. E allora o sei veramente una nuova Madre Teresa, Signor Imbecille, oppure stai zitto.
Stai zitto tu con la tua panciona piena e sto zitta anch’io con i miei cagnolini viziati.
Ieri pare sia stata ratificata (dopo 23 anni) la convenzione europea sui diritti degli animali e ovviamente non è mancato l’originale personaggio che ha protestato perché “in un momento di crisi e di disoccupazione gravissima, impegniamo un’intera mattinata il parlamento a discutere di cani e gatti”. Come se in tutte le altre mattinate le loro discussioni portassero grandi miglioramenti alla situazione di crisi e disoccupazione. Avrebbe potuto sprecare due parole in memoria delle due guardie zoofile uccise a Genova questa primavera da un delinquente che (incredibile) non rispettava gli animali e neppure le persone. Dedicare a loro la tanto preziosa mattinata di lavoro. Invece no, meglio il solito sicuro, stupido e incrollabile luogo comune.

Bè, la nostra Strega di Casetta di Streghe, mi ha proprio dato una bella idea, affacciandosi all'ingresso dell'Antro e chiamando a gran voce, chiedendosi dove fossero finite tutte le Streghe (e Maghi) dell'Antro! ^_____^

Vi ricordate la STAMBERGA STRILLANTE della saga potteriana?!!

Bene, da allora ho la fissa, quando andiamo in giro, di fotografare tutte quelle case/casupole/capanni & C. che in un qualche modo me ne ricordano l'atmosfera tetra e inquietante... E cosa c'è di meglio per creare quest'atmosfera proprio qui, nel nostro Antro, all'imminente scadere halloweeniano!?

Ma mostrare le foto raccolte, nella sola vacanza dello scorso anno, in quel di Val di Fassa e dintorni!!! ^_____^

Il Compare mi prende sempre in giro quando mi vede puntare l'obiettivo non su di un ameno paesaggio montano, ma bensì dritto su un rudere o similari... ma lui non ha ancora capito la Strega che si cela in me... e per fortuna (sua)!!! @_@

Ne ho molte altre sparse tra le migliaia di foto archiviate qui, sul piccì, ma queste son quelle che mi sono venute subito sottomano e quindi... buona visiooooooooooooooooone!! :D









In inglese Witches brew significa pozione magica, quella che le streghe preparano nel loro calderone.

Ho appunto trovato questa interessante pozione che credo possa essere molto utile in questo periodo dell'anno.

Witches Brew

Preparazione dello sciroppo:

2 stecche di cannella
5 chiodi di garofano
3 cucchiaiate di zenzero fresco pelato e tritato
100 gr. di zucchero
100 gr. di acqua

Mettere tutti gli ingredienti in un pentolino, portare a bollore per sciogliere bene lo zucchero, lasciare raffreddare, colare e conservare questo sciroppo profumato in una bottiglietta ben chiusa in frigorifero.

Ogni volta che ne avete voglia, preparate un buon te scegliendo quello che preferite e dolcificatelo con un paio di cucchiaini di questo sciroppo stregato.

Gli ingredienti dello sciroppo sono tutti ottimi antisettici, quindi vanno benissimo nella stagione invernale per aiutare a contrastare le raffreddature.

Se poi vi piace il grog, pensate a far scaldare dell'ottimo succo di mela al quale aggiungere un po' di witches brew, una vera meraviglia! Dolce, aromatico a dovere, una delizia stregata.

Questo sciroppo può essere tenuto in considerazione anche per problemi di stomaco, comprese le nausee da gravidanza, lo zenzero oltre ad essere disinfettante, è un ottimo digestivo!

Pizzica un pochino, ma ogni strega che si rispetti impara prestissimo ad usarlo.

Passando con la mia scopa in volo radente vicino ai cartelloni di un megamultisala di Ancona, sono rimasta letteralmente fulminata dallo sguardo di un Barbagianni, che mi ha catturata e ha continuato a fissarmi, facendomi dimenticare le elementari regole delle strade aeree... Sapeste gli improperi lanciatimi da uno scaricatore di scope volanti.... :*DDD

E così, appena arrivata a casa mi sono fiondata nell'etere a cercar notizie di questo Amore a Prima Vista e... che altro dire se non che il film esce nelle sale il 29 ottobre, venerdì, e che mi fionderò a vederlo la settimana ventura??!!


Bè... potrà sembrare una stupidaggine ai non addetti ai lavori, ma una Vera Strega non può non essere aggiornata sugli usi e costumi dei rapaci notturni, tra le bestiole più fedeli alla nostra causa... ;P

La locandina del film l'ho presa da QUI!!!

Ragazze che fine avete fatto? Qui pare di entrare in una vecchia casa stregata abbandonata... polvere e ragnatele dappertutto. Fa quasi paura, sembra l'inizio di un film horror.
Beh. Eccoci qui. Come state? Vi state preparando per Allouìn?  
Che ne dite, lo riaccendiamo il fuoco sotto sti calderoni? Mano alle scope e si dà una rassettata?
Che qui tra poco è la nostra festa, arriveranno un sacco di curiosi, dovremo avere incantesimi e riti da proporre, manicaretti da offrire, storie da raccontare...

Racconto ispiratomi dal post della Strega Valverde dalla quale ho preso in prestito pure la foto del Quarzo Tramoggia ^______^


“Ah! Ecco! E questo è l’ultimo per oggi!!” disse lo Gnomo Raccoglitore piegandosi a cogliere un altro grosso pezzo di Quarzo Tramoggia.

Fatto ciò, si rimise in spalla la pesante gerla di rami intrecciati, godendo del grasso bottino di quella lunga giornata di lavoro, cominciata all’alba e trascorsa a camminare su e giù per il torrente, col naso sempre puntato sulle rocce lambite dall’acqua e senza far caso alla compagnia fornitagli dal canto degli uccelli e dal passaggio furtivo e veloce della Signora Volpe, a caccia di piccole prede per i suoi tre cucciolotti.

Per notare queste piccole gioie avrebbe dovuto aspettare l’arrivo di un altro Gnomo Raccoglitore, il che sarebbe avvenuto tra altri due cicli completi di Luna Nuova, ovvero il momento più propizio per i viaggi in quanto il cielo tutto scuro non avrebbe fatto risaltare troppo i loro lunghi cappelli a cono sulla schiena delle civette e dei gufi.
A volte, in casi assolutamente disperati, vuoi per l’arrivo imminente delle piogge che avrebbero gonfiato troppo il torrente, rendendo vana la ricerca dei Quarzi, vuoi per sostituzione di un Gnomo Raccoglitore infortunato (casi quanto mai rari fortunatamente, essendo una Razza assai robusta e agile nonostante le ridotte dimensioni), succedeva a volte, che si ricorresse all’aiuto dei Pipistrelli.

Ma volare a dorso di un Pipistrello richiede stomaco di ferro e animo assai intrepido!

Vero è che son voli sempre disponibili, non si fa mai la fila per trovare posto ed è l’ideale anche per i viaggiatori solitari in quanto a dorso di Pipistrello c’è posto per un solo viaggiatore alla volta per ovvie ragioni di sicurezza, ma anche di decoro personale... non è mai carino vomitare sugli abiti del vicino di viaggio no?!, mentre volare a  dorso di Civetta significa essere almeno in due passeggeri, mentre a dorso di Gufo ci sono intere comitive ed è per questo che è, infatti, l’ideale per i pendolari delle Miniere. L’unico inconveniente di volare a dorso di Gufo è che, sentendosi responsabile del bel viaggiare per i suoi passeggeri, per tutto il tempo del viaggio non fa altro che cantare le lodi del paesaggio che sta sorvolando! 
Fa notare un nuovo nido lì, un bel germoglio là, e via dicendo e ciò può risultare simpatico per chi fa quel tragitto una volta o due al massimo l'anno, ma per i Pendolari diventa un tormento vero e proprio, facendo sempre lo stesso identico viaggio ogni santo giorno!!!

Ah, ma c’è anche il Gufo Reale… solo che, lo dice anche il nome stesso… è destinato al Re degli Gnomi in persona e alla sua Regale Consorte… solo che questo Gufo è così snob, ma così snob nella sua Regalità… che spesso e volentieri il Re degli Gnomi stesso preferisce volare con un piccolo ma simpatico Gufo chiacchierone!

Mentre lo Gnomo Raccoglitore pensava a tutto ciò, cercando di riguadagnare il versante più alto del torrente, arrampicandosi e aiutandosi anche con le piccole mani, avvertì alle sue spalle, ma ben più a valle rispetto alla sua posizione, i caratteristici rumori di passi umani… Ormai conosceva benissimo l’Uomo e la Donna che periodicamente si recavano in quell’angolo di bosco a passeggiare e a cercare per loro personale diletto, piccoli pezzi di quarzo.

Non gli dava fastidio che ne rubassero qualche pezzetto, perché i frammenti che all’Uomo potevano sembrare piccoli, per loro Gnomi Raccoglitori erano grossi quanto tre Gnomi messi insieme, l’uno sulle spalle dell’altro, e quindi impossibili da buttare nella gerla. Per raccogliere quei pezzi occorreva l’aiuto di una intera Squadra di Gnomi Rompiquarzo e lui, semplice e solitario Gnomo Raccoglitore, poteva al massimo segnalare al suo Superiore che in quel torrente c’era lavoro ben più grande, ma pensava pure che la prima Squadra Rompiquarzo più vicina stava ad almeno quattro lune di cammino e non valeva la pena rovinarsi la giornata parlando con quell’antipatico e guastare la gioia del raccolto ai due innocui Umani!

All’inizio ne era rimasto terrorizzato perché aveva saputo da altri Gnomi Raccoglitori che periodicamente, in certe zone di quella Montagna, si presentavano gruppi di Umani, a tre o quattro alla volta, armati di picozze e scalpelli e che si divertivano a spaccare la Montagna e a spostare i sassi del Torrente alla ricerca Quarzo Tramoggia da esibire poi in luoghi chiamati Musei!

Già solo il nome – MUUUSEOOO – metteva la tremarella allo Gnomo… non ne aveva mai visto uno e nemmeno lo desiderava! Non capiva il senso, la logica della ricerca di quegli Umani, che arrivavano facendo un baccano tremendo, ogni passo un terremoto che scuoteva il terreno e faceva franare spesso le gallerie sotto le radici degli alberi, per sottrarre al terreno dei Quarzi per puro diletto!

A loro Gnomi i quarzi erano utili per la vita quotidiana! Venivano portati agli Gnomi Scalpellini che li ripulivano sommariamente dalle impurità più esterne e poi venivano passati agli Gnomi Intagliatori, abilissimi artigiani del quarzo, che ne ricavavano splendidi portalumi, e poi in ultimo, questi portalumi tanto fini e trasparenti da sembrare cristalli di ghiaccio, venivano passati agli Gnomi delle Fornaci Fatue, che sapevano inserire un piccolo globo di fuoco fatuo al loro interno senza mai romperne nessuna ed infine, erano vendute o alle singole abitazioni degli Gnomi che ne facevano richiesta o allo Gnomo Anziano, una sorta di sindaco, che decideva quante e dove ne occorrevano lungo le gallerie comuni.

Ma quei due Umani non sembravano rispondere affatto alla descrizione degli Umani sentite dai suoi Colleghi!

La Donna camminava attenta a non calpestare i fiori e a non spezzare le radici più tenere affioranti dal terreno. Certo, qualche volta inciampava e rischiava di rotolare nel torrente, ma non era colpa sua! In fondo un Gigante non si muove mai a proprio agio in un Laboratorio di Portalumi di Quarzo no?!

E l’Uomo la seguiva rilassato e tranquillo, nemmeno lui desideroso di arrecar danno a quell’angolo di Bosco, conscio del fatto che tanto più danneggi la Natura, tanto più essa diventa avara di Doni e di Emozioni.

Così lo Gnomo Raccoglitore si nascose dietro un grosso sasso, camuffò la gerla piena con foglie secche e rametti e si mise in attesa del loro arrivo, per vedere finalmente in viso oltre che ad indovinarne la mole di lontano, come aveva fatto fino a quel momento.

Nel giro di qualche istante (che a passo di Gnomo avrebbe richiesto almeno mezza giornata di cammino!) eccoli sbucare da dietro la curva del Torrente!

Osservò attentamente le loro movenze e le loro intenzioni e una volta di più rimase contento d’aver conosciuto quella coppia di Umani! Certo, non si sarebbe mai e poi mai azzardato a mostrarsi, sempre che questi avessero potuto vederlo, per quanto era piccolo rispetto a loro, ma alla fine, dopo averli lasciati proseguire, decise che non tutti gli Umani sono così pericolosi e distruttivi nei confronti della Natura! Quella sera stessa ne avrebbe parlato ai suoi Colleghi, di ritorno dagli altri Torrenti, così avrebbe messo in giro un’altra voce: “Gli Umani sanno anche essere rispettosi e innocui… basta solo non trovarsi nell’ombra del loro passo, che son troppo alti e camminano nel Bosco come piccoli di Gnomo nell’alveare delle Api! Sono talmente felici ed ebbri dell’esperienza boschiva che non potrebbero mai far caso ad uno Gnomo distratto!!! Quindi basta tenersi a debita distanza da loro ed osservarli”.

Sito denuclearizzato


BENVENUTI!

Benvenuti o viandanti! Prego, fermatevi pure nel nostro magico antro, sedetevi e godete del nostro caldo focolare nelle freddi notti invernali o dell’ombra delle fronde all’ingresso della nostra grotta in cima al monte!
Ci sarà sempre ad attendervi una buona tisana o una zuppa rinvigorente…
Potreste fermarvi solo qualche ora o anche qualche giorno e divertirvi con noi ad ascoltare le tante storie che abbiamo da raccontare, frutto della nostra secolare esperienza di vita da Streghe.
Badate bene però! Siamo Streghe Bianche e aborriamo i sortilegi cattivi, i malocchi e tutta sta robaccia abominevole! Se siete in cerca di incantesimi che riducano zoppicante il vostro vicino, che facciano imbruttire la bella di turno, o, ancora, se siete alla ricerca della medicina miracolosa… siete NEL POSTO SBAGLIATO! Tutto quello che diciamo, raccontiamo, cuciniamo, consigliamo è solo per il nostro personale divertimento!!!
Non ci sogniamo nemmeno di sostituirci ai cerusici e ai medici dei villaggi!
Se ciò che vi affligge sono pene d’amore, da noi potrete trovare tutto il sostegno possibile, anche una spalla su cui piangere, ma nulla di più!
Lungi quindi da noi chiunque creda pedissequamente a tutto ciò che gli si dice… siamo stati dotati di una mente assai funzionante e quindi, dopo il momento ludico passato nella nostra grotta, se questo vi ha apportato giovamento e allegria, si torna con i piedi per terra, si appoggia la scopa nell’angolo d’onore della Cucina Stregata e si rivestono i panni di Donne e Uomini “moderni”… almeno fino al prossimo incontro! ^__^
Le streghe

I nostri fans!!

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amicici ...

"Tre volte miagola la gatta in fregola,
tre volte l'upupa lamenta ed ulula,
tre volte l'istrice guaisce al vento...
Questo è il momento.
Su via!
Sollecite giriam la pentola,
mesciamvi il circolo possenti intingoli:
sirocchie, all'opera!
L'acqua già fuma,
crepita e spuma.....
tu rospo venefico che suggi l'aconito,
tu, vepre, tu, radica sbarbata al crepuscolo
và, cuoci e gorgoglia nel vaso infernal.......
tu, lingua di vipera,
tu, pelo di nottola,
tu, sangue di scimmia,
tu, dente di bottolo,
và, bolli e t'avvoltola nel brodo infernal......
tu, dito di un pargolo strozzato nel nascere,
tu, labbro di un tartaro,
tu, cuor d'un eretico,
và dentro, e consolida la polta infernal.......
e voi, spiriti negri e candidi,
rossi e ceruli,
rimescete!"
voi che mescere ben sapete,
rimescete! riemescete!

(MacBeth-William Shakespeare)

A pesca nel calderone magico....


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