OGGI VI CONSIGLIO UN LIBRO si intitola proprio IL SOGNO DEL BAMBINO STREGONE di LUCA CASTELLITTO e parla della condizione dei bambini in Congo, bambini abbandonati e cacciati dalle loro case e famiglie in quanto diversi. E' una storia scritta in prima persona, molto ben scritta.
Ve lo consiglio.
buona lettura.
zia lella

Ma ciao Streghine belle, sono passata di qui per trovarvi, ma non ho trovato nessuno. L'antro muscoso è polveroso e poco abitato da un po'...E' strana la vita, qualche tempo fa tornavo a casa dal lavoro e il mio primo pensiero era cosa poter condividere con voi, ora invece torno a casa dal lavoro e il mio primo pensiero è capire se domani avrò ancora un lavoro... Comunque stò qui un po', apro le finestre dell'antro, accendo il fuoco sotto al calderone e faccio passare un po' d'aria. Vi aspetto. Zia Lella

Lo so che è parecchio che non scrivo in questo antro e ho pensato che data la stagione potrei proporvi una nuova pozione magica.

Fa freddo, hanno tutti il raffreddore o l'influenza, passiamo tutta la giornata in compagnia di quella collega che ha starnutito tutto il giorno e arrivata la sera ci ritroviamo con la gola infiammata e la tosse che non ci da tregua.

Naturalmente i sintomi compaiono sempre la sera o nel fine settimana quando le farmacie sono chiuse.


Ecco quindi una pozione da preparare con ingredienti che probabilmente avrete tutti già in casa.

Ingredienti:

1/4 di cucchiaino di pepe di caienna (peperoncino piccante ma non troppissimo)
1/4 di cucchiaino di zenzero grattugiato
1/4 di cucchiaino di aglio tritato fine (o anche spremuto)
1 bel cucchiaio di aceto di mele (meglio se bio)
1 cucchiaio di miele di buona qualità (meglio se non pastorizzato)

Procedimento:

In un vasetto in vetro con coperchio, mescolare prima il peperoncino con l'aceto, aggiungerci lo zenzero e l'aglio, quindi unire anche il miele e mescolare molto bene.

So che potrebbe sembrare un intruglio disgustoso, ma il sapore potrebbe risultare sorprendentemente gradevole.
Un cucchiaio all'occorrenza per tosse e mal di gola 

Perchè questi ingredienti:
l'aglio è un formidabile antibatterico e antimicotico
Lo zenzero è un antibatterico, antiinfiammatorio, antimicotico e espettorante
Il peperoncino contiene capsaicina che riduce il dolore e aiuta a ridurre la congestione delle mucose
l'aceto di mele è un antibatterico, la maggioranza dei germi non sopravvive in un ambiente acido
Il miele è antibatterico, antimicotico e protettivo delle mucose infiammate.



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Se invece avete accesso ad una erboristeria (di quelle vere che hanno le erbe sfuse),
per la gola infiammata un sistema infallibile è il seguente:

Procurarsi in erboristeria della camomilla, non so dirvi a peso, ma almeno 2 o 3 bei pugni grandi.
Far scaldare 500 ml di acqua, spegnere ai primi segni di bollore e versarci dentro un bel pugno di camomilla. Coprire, lasciare in infusione per almeno 15-20 minuti.

Una volta trascorso il tempo, filtrare e spremere bene tutta la camomilla, otterrete circa 400 ml di un liquido molto concentrato.

Si usa il valore di una tazzina da caffè per volta per fare dei gargarismi che saranno estremamente efficaci, ma parecchio amari (non si deve assolutamente addolcire)
Ripetere i gargarismi 3 o 4 volte nella giornata, sarete sorpresi dal risultato.

P.S. contrariamente a quanto tutti pensano, la camomilla non è affatto un calmante anzi è un eccitante, 
se presa come infusione, ma in questo caso, si sfuttano i suoi potenti poteri antibatterici, ma va usata a pugni.








foto presa da QUI

Hai mai guardato la Luna di giorno?

Non la Luna che si vede ancora all’alba

O quella che si lascia guardare timidamente avvolta da una leggera foschia
nelle prime serate autunnali…

No, intendo proprio la Luna in pieno giorno

Punta gli occhi al cielo, dove sai che la Luna può essere…

Guarda attentamente, che ci siano nuvole o cielo terso

Lei è li che aspetta il tuo sguardo

Nascosta dietro la luce del giorno, ma è sempre lì per te

Che puoi sognare, che puoi sperare, che puoi perderti un attimo in lei

Cammina col naso per aria, osservala in ogni sua più piccola sfumatura

Immagina anche il suo lato nascosto

La parte più buia e misteriosa della Luna

Anche lei ha un lato oscuro, quello di cui si vergogna

Quello dove accantonare i pensieri più negativi e pessimisti

Quello dove buttare i brutti ricordi, le brutte esperienze

Prima o poi però anche il lato oscuro sarà rischiarato dai raggi del Sole

Il Sole che ha potere curativo, asciugherà tutte le lacrime

Della Luna

Evaporeranno come tante piccole, microscopiche goccioline

Trasformandosi in brillanti sospesi nell’aria

Ogni piccolo brillante è importante, ogni piccola insignificante lacrima

È stata versata per un motivo…

Aiuta la Luna a capire il perché di tutti quegli eterei brillanti

E lei ti ripagherà nelle notti di Luna piena

Rischiarando il tuo sentiero

Accompagnando i sogni più belli

E calmando il batticuore degli incubi più cupi

Apri la finestra nelle notti di Luna piena

Lascia che posi i suoi raggi sul cuscino accanto a te

Come capelli d’argento

Non temere alcunché

La Luna terrà lontano tutto ciò che più temi

Accompagnando il tuo cammino verso l’alba

Fiduciosa del tuo sguardo a Lei in pieno giorno…

(by StreGata da Plar)

Sono tornata e sto scrivendo con il tablet che mi ha regalato mio marito. Che c'e di strano?che non vedo assolutamente niente di quello che sto scrivendo!!!Infatti la tastiera copre completamente la pagina di scrittura. Sequalche streghina sa consigliarmi come fare le sarei grata. Nel frattempo vi comunico che la strega Lella e' tornata e, tablet permettendo saro' piu' puntuale e creativa. Se poi riuscissi anche a sapere cosa sto' scrivendo sarebbe un successo.!!!! Per il momento buona notte. Sono curiosa di leggermi.

Vi ricordate la mia prima incursione nelle 


Bene, dopo anni di estenuanti ricerche, ho trovato un altro pò di casette dall'aria potteriana... che ne dite? :)

tutte in Val Gardena, dove la StreGata si è rilassata quest'estate, appendendo per un pò la scopa al chiodo... :*)
















Ho trovato in rete questo racconto, che non conoscevo, come nemmeno l'autore... me ne sono innamorata all'istante e ve lo copincollo... che ne pensate?

 immagine presa da QUI

MANUALE DI ZOOLOGIA FANTASTICA
(Jorge Luis Borges)

Per contemplare il paesaggio più meraviglioso del mondo bisogna arrivare all'ultimo piano della Torre della Vittoria, a Chitor.

C'è là una terrazza circolare che permette di dominare tutto l'orizzonte. Una scala a chiocciola porta alla terrazza, ma solo si arrischia a salire chi non crede nella favola, la quale dice così:

Sulla scala della Torre della Vittoria abita dal principio dei tempi l'a Bao a Qu, sensibile ai valori delle anime umane. Vive in stato letargico, sul primo gradino, e solo fruisce di vita cosciente quando qualcuno sale la scala.

La vibrazione della persona che si avvicina gli infonde vita e una luce interiore s'insinua in lui.

Nello stesso tempo, il suo corpo e la sua pelle quasi traslucida cominciano a muoversi.

Quando qualcuno s'avvia per la scala, l'a Bao a Qu si mette quasi ai calcagni del visitatore e sale afferrandosi all'orlo dei gradini, scavati e consunti dai piedi di generazioni di pellegrini.

A ogni gradino il suo colore s'intensifica, la sua forma si perfeziona e la luce che irraggia si fa ogni volta più brillante.

Testimone della sua sensibilità è il fatto che raggiunge l'ultimo gradino, e la sua forma perfetta, solo quando chi sale è un essere evoluto spiritualmente.

Altrimenti resta come paralizzato prima di arrivare, col suo corpo incompleto, il suo colore indefinito, la sua luce vacillante.

L'a Bao a Qu soffre quando non può formarsi interamente e il suo lamento è un rumore appena percettibile, simile al fruscio della seta.

Ma quando l'uomo o la donna che lo resuscitano sono pieni di purezza, allora può giungere all'ultimo scalino, ormai completamente formato e irradiando una viva luce azzurra.

Il suo ritorno alla vita è molto breve, poiché, andando via il pellegrino, l'a Bao a Qu rotola e cade fino al gradino iniziale, dove ormai spento e simile a una lamina dai contorni vaghi aspetta il visitatore successivo.

Si può vederlo bene solo quando arriva a metà della scala, dove i prolungamenti del suo corpo, che in guisa di piccole braccia l'aiutano a salire, si definiscono con chiarezza. C'è chi dice che guarda con tutto il corpo e che al tatto ricorda la pelle della pesca.

Nel corso dei secoli, l'a Bao a Qu è giunto una sola volta alla perfezione.

Il capitano Burton registra la leggenda dell'a Bao a Qu in una delle note alla sua traduzione delle Mille e una notte.

foto presa da QUI



Una mattina come tante, mi sono svegliata con una dolce sensazione…

Non so cosa mi abbia buttato già dal letto, ma al contrario di altre volte non vedevo l’ora di aprire le persiane e godermi il fresco del mattino…

Sulla ringhiera del balcone un uccellino cantava e arruffava le penne e sembrava volesse dirmi qualcosa... Ma al giorno d’oggi, come purtroppo molti secoli fa, dire che si crede ancora alla Magia, può essere controproducente così diciamo che... ero interessata ma scettica allo stesso tempo....

Però più l’osservavo e più avevo l’impressione che quel canto fosse per me

Mi sono vestita e preparata come ogni mattino e mi apprestavo a far colazione in cucina, ma l’uccellino s’è ripresentato sul davanzale della finestra e mi pareva più insistente che mai…

Era un canto dolce e bellissimo, come potevo ignorarlo?!
Così mi sono affacciata in giardino, sbadigliando, con la tazza del latte in una mano e un biscotto mezzo inzuppato nell’altra…

L’uccellino ha preso a zampettare sull’erba, a pochi passi da me e gli ho sbriciolato l’ultimo pezzo di biscotto donandoglielo.

Ma lui non si occupò delle briciole e continuava muovere il capino inclinato all'insù, puntando gli occhietti dritti su di me, proprio da sotto in su come dire “ma allora non capisci proprio eh?! È con te che ce l’ho! Con chi altri se nò?!”

Ho posato a terra la tazza (tanto ci avrebbero pensato i gatti a lapparsi il latte) e ho preso a seguirlo, così com’ero, in pigiama e ciabatte…

L’uccellino volava di ramo in ramo, di tetto in tetto e m’ha fatto attraversare tutta la piazza del paese fino alla fine della strada, per poi deviare verso l’interno della campagna.

Non nascondo che mi sentivo tanto stupida, ma più avanzavo e più sentivo in me una sorta di trasformazione… come se ad ogni passo lasciassi indietro la “vecchia-me” per ritrovare la “piccola-me” e cominciai a saltellare anch’io, dondolando le braccia avanti e indietro, come si faceva di piccole.

Alla fine ho avvertito una sensazione di freddo intenso ai piedi e guardando in basso mi sono resa conto che ero a piedi nudi e che al posto del pigiama indossavo una camicina da notte bianca a fiorellini blu piccolissimi, con le maniche corte, a sbuffo… e le mie mani… erano piccolissime
 
Distolgo lo sguardo dalle mie mani ormai come quelle di una bambina di 6 anni e seguo felice il volo di quell’uccellino tanto curioso.

Si tuffa in picchiata nel folto di un boschetto di bassi cespugli e, arrivata lì davanti, mi faccio spazio tra i rami dei cespugli e sbircio oltre… ed è tutto buio… ma sento il frullare delle ali dell’uccellino, deglutisco, mi faccio coraggio pensando che sì, ho ormai il corpo di una bimbetta, ma la testa ancora ragiona da adulta… e passo oltre il varco buio.

Cammino per un po’, il viso e il corpo appena sfiorato dalle foglie dei cespugli, come la carezza lieve di una mamma e quando ormai intravvedo l’uscita, l’uccellino vola a posarsi sulla mia spalla, durante l’ultimo tratto becchettandomi piano la guancia e l’orecchio facendomi ridacchiare piano, che se rido più forte ho paura di spezzare quel che sembra proprio un’incantesimo….

Sbuco finalmente fuori dal boschetto, lo stesso tipo di piante che stavano “di là” che non saprei come altro chiamare perché “altro mondo” non direi… la luce del giorno è la stessa… l’odore di terra e fiori è lo stesso… ma dove sono?

Poso i piedi su di un prato verde sofficissimo, trapuntato di margherite, violette e piccoli Occhi della Madonna e, alzando lo sguardo, vedo davanti a me un giardino immenso, pieno di alberi bellissimi e rigogliosi, nel pieno della loro fioritura: albicocchi, meli, peschi… una meraviglia!!!

Farfalle multicolori volano di fiore in fiore, api ronzanti sono intente nel raccolto del prezioso polline e rondini sfrecciano rasenti il prato.

Al centro di quel giardino un albero, maestoso, con i rami carichi di foglie di un bellissimo verde intenso e sotto di esso, all’ombra, una panchina di ferro e legno sembra invitare al riposo e alla contemplazione… ma proprio quando sto per avviarmi verso quella fresca ombra per godermi un po’ di relax, nella mia testa succede qualcosa… scatta la frenesia della corsa e del gioco dei bambini!

E mi ritrovo a rincorrere le farfalle, a scrutare da vicino le api col capino nascosto in fondo ai fiori, e nel mio gioco scopro proprio dietro l’albero, un piccolo, curatissimo stagno, dove nuotano bellissimi pesciolini rossi e lì accanto un sacchettino di carta pieno di bricioline di pane e mi siedo sulla riva, con i piedi in ammollo nell’acqua fresca e i pesciolini che con le loro bocche a ventosa mi fanno il solletico alle dita dei piedi scambiandole per bricioline…

E’ tutto così bello che scordo completamente come sono arrivata fin lì, come avessi sempre fatto parte del paesaggio…

Poi lo stomaco comincia a brontolare e capisco che ho fame, ma non sembra esserci nulla intorno con cui saziarmi se non le corolle dei fiori… ma proprio quando comincio a disperare avverto una presenza alle mie spalle; girandomi mi ritrovo faccia a faccia con un grosso cane nero, dal pelo lungo e folto che tiene in bocca il manico di quello che sembra proprio un cestino da pic-nic!

Guardo il cane timorosa ma, nello stesso tempo, con una gioia grandissima nel cuore perché capisco che quel cestino è tutto per me e allungo piano la manina per accarezzargli l’umido naso nero.

Il cane sembra ammiccare con gli occhi e posa il tutto delicatamente per terra.

Sollevo il coperchio di vimini e dentro trovo tutto, ma proprio tutto il necessario per un pic-nic sull’erba con i fiocchi, come solo in certi film si può vedere…

Una tovaglietta quadrata a scacchetti bianchi e rossi, un piccolo tovagliolo rosso legato con un nastro di raso bianco, un piattino di ceramica anch’esso bianco e un bicchiere di cristallo delicato e trasparente come una bolla di sapone… e sotto tutto questo, un fagottino anch’esso a quadretti bianco e rosso legato con uno spago sottile e una bella margherita gialla e sotto ancora… una busta sigillata…

La fame è troppo grande perché una bimba di 6 anni si interessi prima ad una busta… così apro la tovaglietta sul prato, metto piattino, tovagliolo e bicchiere e apro il fagotto, mentre il cagnone si sdraia vicino a me con il grande muso sulle zampe, vigile e attento ma rilassato.

Nel fagottino trovo due muffin salati, un piccolo panino al latte morbidissimo farcito con un formaggio alle erbe che è una meraviglia, poi una brioches al cioccolato e una grande, splendida, meravigliosa meringa candida come la neve!!!!

Strabuzzo gli occhi davanti a quel pasto degno di una Regina e mi ci butto a capofitto assaggiando un morso qui un morso lì, con una golosità assoluta… poi la fame si placa finalmente e finisco di mangiare con calma recuperando un po’ di dignità… alla fine verso nel bicchiere un succo di frutta denso e rosso e scopro con gioia essere di lamponi!

Finalmente  mi sdraio a pancia all’aria osservando le nuvole che passano lente nel cielo, sempre con la compagnia di quel cagnone bellissimo e complice il lauto pasto e un venticello leggero ma non freddo, sento avvicinarsi una grandissima sonnolenza e mi lascio abbracciare da essa chiudendo gli occhi con un gran sospiro di soddisfazione.

Dopo quel che sembra un’eternità, comincio a risvegliarmi pian piano ma non sento più sotto di me il fresco dell’erba e il profumo dei fiori… apro gli occhi e scopro di essere sdraiata nel mio letto, con la finestra aperta e dalle persiane intravedo una luce tenue e capisco che è  l’alba… mi stiracchio nel letto, mi scopro gettando le coperte da una parte e poso i piedi sul pavimento freddo correndo scalza in bagno, con una gran voglia di essere ancora dentro quello che m’è sembrato un bellissimo sogno…

Mentre mi lavo il viso, vedo cadere nel lavandino dei fili d’erba… allora mi guardo i piedi e anche tra le dita conservo ancora qualche filo verde….

Ma cosa diavolo sta succedendo? Ho sognato e vagato sonnambula nel giardino davanti casa??

Cercando di schiarirmi le idee gettando ancora acqua fredda in faccia, mi butto alla fine anche sotto la doccia, visto che a mia insaputa, il mio corpo sembra essersi fatto un giro nottetempo là fuori, col rischio di essere vista dai vicini e diventarne lo zimbello a vita!

Quindi mi preparo ad affrontare la normale routine quotidiana che m’aspetta dopo una bella colazione… ma stranamente non ho alcun appetito, così trangugio un sorso di tè bollente e mi avvio al lavoro.

Trascorro una giornata tutto sommato normale e tranquilla, chiacchiero con le colleghe del più e del meno ma non mi va di raccontare il bellissimo sogno appena fatto, per paura di sminuirne la magia e il ricordo che porto dentro di me…

Fattasi sera rientro a casa e trovo il mio Compagno seduto sul divano del salotto, ma mi dà le spalle e da quel che fa e dice sembra stia divertendosi un mondo! Tanto che nemmeno s’accorge del mio rientro!

Offesa e perplessa faccio il giro del divano e lui, accorgendosi di me, prende in braccio un cucciolo di cane nero, pelosissimo e dal naso umido e me lo mette in braccio dicendomi “Guarda Amore chi m’ha seguito fino a casa oggi! Non ci crederai, ma ho fatto di tutto per allontanarlo… abbiamo già due gatti e sarà un problema enorme quando dovremo andare via, a chi lo lasceremo? Come faremo?” ma io ho già il cuore impazzito e le lacrime agli occhi!

Lo prendo in braccio e lo stringo forte a me, lo amo già alla follia e con la sua linguetta rosa mi lava tutta la faccia! E’ come se fosse sempre stato destinato a noi… come posso spiegare altrimenti tanta emozione?

Accarezzandolo e arruffandogli il pelo sul collo, sento tra le dita la sagoma famigliare di un collare… Oh no! Non è un trovatello, ha già casa e si è solo perso poverino…

Sul collare però non c’è medaglietta con nome o numero di telefono per rintracciare il padrone, allora, col cuore infranto, chiamo la mia veterinaria per un appuntamento per vedere se indossa un microcip e rintracciare la sua famiglia…

Tutta la sera fino a che andiamo a dormire, il cucciolo rimane appiccicato a noi, come fosse la nostra ombra e i nostri due gatti, a parte una gran soffiata e rizzar di peli appena l’hanno visto, poi si sono calmati e sono voluti scendere di sotto, nel garage, certi di star più tranquilli e lontani dalle corse di quel vulcano d’un cucciolo!

Poco prima di andare a dormire prendo la spazzola dei gatti e comincio a pettinarlo e lui si lascia fare tutto.

Per sistemarlo al meglio decido di sfilargli momentaneamente il collare, ma mentre lo slaccio, da un’asola nascosta rotola fuori un foglio di carta!

Lo prendo, lo srotolo e… più leggo e più mi si spalancano gli occhi e la bocca per la meraviglia e l’incredulità…

Era una lettera… e diceva così:

“Mia Carissima Nipotina,
sei una donna adulta ormai lo so, ma lasciati chiamare ancora così, Nipotina mia, ora che ho la possibilità di farti avere queste poche righe, l’unica possibilità concessami, ma non chiedermi come…

Sono molti anni ormai che non cammino più su questa terra, ma da dove sto riesco sempre a starti vicina e so che avverti la mia presenza e quella del Nonno e dello Zio, so le risate, miste a timore reverenziale, che vi fate tu e la mamma quando vi raccontate di “strani” avvenimenti… di coincidenze, di cose che si avverano se pregate che noi si possa intercedere… Credetemi, questo mi fa sentire più viva che mai, anche se può sembrare un controsenso visto da dove ti arriva il mio messaggio.

Non temere, questo cagnolino è tutto Vostro!

Un Angelo m’ha assicurato che vi starà vicino per molti, anzi per tantissimi anni a venire…

E’ il mio ultimo regalo terreno e il sogno che hai fatto, credimi, non era un sogno… E’ ciò che ti aspetta quando verrà anche il tuo momento di lasciare il mondo terreno… Ognuno di noi, quando varca la Porta, va a vivere nel Paradiso che gli spetta e ti è stato concesso di vederne una piccolissima parte…

Non temere, non sarai sola nel Tuo Paradiso, ritroverai vecchie e nuove amicizie, staremo di nuovo tutti insieme e… Ma non posso svelarti altro! Il Segreto di sarà svelato quando finalmente potrai leggere la lettera nel cestino del pic-nic!

Sappi solo che l’unica, indispensabile, assoluta condizione che ti viene richiesta per trovare quel mondo oltre la Porta è che tu, mia cara Nipotina, viva la Tua Vita pienamente!

Vivi Felice, affronta la Vita con coraggio, onestà e sii forte se ti verranno messe davanti delle avversità… ti faranno più forte e potremo, un giorno, il più lontano possibile, ma inevitabile, mia Cara, stare ancora insieme!

Con Amore Infinito

La Tua Nonna

Ho letto e riletto centinaia di volte quella lettera… L’ho ripiegata con cura e messa in mezzo ad un libro che mi aveva prestato mamma e che avrei dovuto restituirle a breve avendolo appena finito…

Le avrei prima raccontato del sogno, poi del cucciolo e infine le avrei fatto leggere la lettera…

So che lei capirà subito che è un piccolo miracolo quello che è successo questa notte e mi dirà “Lo vedi? Tua Nonna, la Mia Mamma, è davvero vicina a noi, quale altra conferma cerchiamo?”

La notte è trascorsa tranquilla, il cucciolo ha dormito in mezzo a me e al mio Compagno e questa mattina ho richiamato la veterinaria spiegandole che il cucciolo era un regalo di un’amica ma che non l’avevo capito e così ho disdetto l’appuntamento.

Il mio Compagno è andato tranquillo al lavoro dicendomi che troveremo un nome adatto al nostro cucciolo, lasciandomi assolutamente basita, rendendomi conto che l’aveva già accettato (Nonna Cara, hai fatto un altro miracolo??) ho telefonato in ufficio dicendo della novità a quattro zampe e che per quel giorno non sarei andata al lavoro, quindi ho preso in braccio il cucciolo, l’ho sollevato in alto per guardarlo ben bene negli occhi e lui, non ci crederete, ma…. m’ha fatto l’occhiolino!


NOTE: questa storia è l'evoluzione di una parte di un sogno che ho fatto diverse notti fa e... no, purtroppo non abbiamo preso un cagnolino... :)



come si può resistere davanti a tanta bellezza e dolcezza?? :)


E con questo video l'Antro delle Streghe più famoso e scalcinato del web augura a tutti di passare delle Serene e Felici Festività!

Ci si rivede nel 2012... sempre che qualcun'altra delle Colleghe dell'Antro non passi prima di qui ad arieggiare queste stanze... :)

Baciotti a tutti!

Questa notte i bambini del villaggio ai piedi del nostro rifugio busseranno di porta in porta gridando "dolcetto o scherzetto?" e noi Streghe aspetteremo che almeno uno di loro ardisca affrontare la salita fino a noi, al buio e armato solo della sua piccola lanterna, sfidando col suo costumino da fantasma o da zoombie le povere anime vaganti in cerca della loro casa, per starsene qualche ora in compagnia dei loro cari ancora in vita e lasciare sul loro viso una tiepida carezza...

Noi Streghe staremo qui, in trepidante attesta, tutte con l'orecchio attaccata alla porta o a sbirciare dalle tendine; il rifugio sarà al buio completo e l'ultimo ostacolo che quei bambini coraggiosi dovranno affrontare sarà la nostra minacciosa zucca... se supereranno anche il suo "terribile" messaggio, spalancheremo felici la porta e li inviteremo a bere con noi una supercioccolata in tazza bollente, speziata o semplicemente adorna di un ciuffo di panna montata... e per quelli che mesti mesti li vedremo abbandonare l'impresa con ginocchia tremanti... anche a loro spalancheremo la porta, li abbracceremo e rideremo insieme di questa notte buia e tenebrosa che ci aspetta, confortati sempre... da una bella cioccolata in tazza! ^^

FELICI SPAVENTI A TUTTI!!!

Il blog di Cuore di Drago ha chiuso.
Questa è una sua volontà.
Drago è tornato a casa ed io continuo per la mia strada.
Non ho altro da aggiungere.
Buon vento e mare calmo a tutti.

Ho scoperto solo ora questa bellissima voce italiana e... credo che questa canzone possa essere per tutte noi Streghe... :)

È giorno pieno, un bel Sole con poche, dense nubi sopra l’Antro, ma non c’è pericolo di temporali… varco la porta con un po’ di fiatone dovuto all’ultimo tratto di salita di questo sentiero di pietrisco a gradoni larghi e bassi, fiancheggiato da bassi cuscini di piante grasse adorne di piccolissimi e stupendi fiori.

Sono un po’ accaldata, il sole picchia forte nonostante una leggera brezza, e non vedo l’ora di varcare la soglia; alzando il paletto della porta già pregusto la frescura che troverò all’interno, e infatti è proprio questo che mi accoglie, una bella penombra e il famigliare tavolo al centro della stanza.

Ancora una volta noto lo stato di semiabbandono in cui giace l’Antro… per alleggerire un po’ questo peso che porto sul cuore, prendo dalla borsa il necessario per fare un po’ di pulizie.

Apro la piccola finestra sul lavatoio, sul fianco in ombra del monte, quello che affaccia sulla vallata ed il villaggio di contadini sottostante e subito una bellissima aria fresca invade tutto il locale, si insinua sotto i mobili, si alza al soffitto, danzando con le ragnatele al suono di una musica a loro solo note.

Tolgo la tendina dalla finestra e i teli che proteggono le brande ancora spoglie, come pure la tovaglia messa l’inverno precedente sul tavolo per preservarlo dalla polvere, butto tutto in una sacca enorme che mi sono portata appositamente e verranno poi lavati in quella pozza d’acqua limpida nel torrente a fondo valle; userò i saponi vegetali che stanno nella piccola dispensa, non faranno male al torrente e poi ne basta così poco, in fondo si tratta solo di lavare via la polvere di questi pochi mesi….

In un paio d’ore è tutto lindo e pulito, esco a fare un breve giro intorno all’Antro, raccolgo un bel mazzo di steli di lavanda ancora in boccio e li sistemo in un vaso di terracotta, senza acqua, accanto al lavandino di pietra, prenderanno luce dalla finestrella e tra qualche tempo seccheranno mantenendo il loro bel colore e continueranno per un bel po’ di tempo a cedere il loro meraviglioso aroma all’Antro…

Aspiro profondamente il loro profumo, ho bisogno di rilassare i miei nervi, sono tesa come una corda di violino… Torno fuori, raccolgo qualche altro fiore di lavanda, accendo un piccolo fuoco nel camino e metto a bollire un po’ d’acqua. Appena bolle vi butto i fiori e lascio in infusione qualche tempo. Filtro con una garza pulita, celata in un cassetto sotto il piano del tavolo, dolcifico con un cucchiaino di miele delle api che ronzano intorno all’Antro e per le quali ogni giorno sale uno dei nostri amati contadini a controllarne le arnie, da cui si produce questo miele così speciale, aromatico, buono, magico….

Prendo la tazza e vado a sedermi fuori, sull’uscio di casa.

Il sole ora non mi dà più noia, anzi, gli offro tutto il mio essere, gli regalo il viso, le guance, la fronte, chiudo gli occhi e ascolto i rumori dell’Estate intorno a me… le cicale fanno un rumore impressionante, ma riesco a cogliere anche il canto dei merli e poi un’ombra per un fuggevole attimo mi copre il sole; riapro gli occhi e quell’ombra è il passaggio di un rapace lassù in alto, che nel suo girare in tondo, in cerca di una preda per sé e i suoi piccoli passa davanti al sole…

Sorseggio con calma la tisana, la sento scendere calda e dolce al punto giusto giù giù fino a scaldare stomaco e cuore…

Non voglio pensare, non voglio pensare…

Sono venuta quassù a cercare rifugio…

Lo trovo sempre, quassù, che sia sola o che trovi inaspettatamente la compagnia di una delle mie amate Colleghe Streghe…

A volte anche il Drago ci fa l’onore di passare da queste parti.

I contadini giù al villaggio non ne hanno più paura ormai, nonostante l’aspetto davvero terrificante che ha.

Le rare volte che decide di posarsi sulla rupe soprastante l’Antro, i bambini si affannano a correre su per il sentiero con la speranza di giungere in tempo per toccarne i lunghi artigli, ma lui si diverte troppo a vederli arrivare affannati e ridenti per poi allargare le possenti ali e prendere il volo proprio all’ultimo minuto, quando il primo bambino è ad un soffio dall’artiglio.

Ma non è cattivo con le anime innocenti e con gesto birichino si gratta dietro l’orecchio, facendo cadere una bella scaglia colorata, che quel bambino raccoglie con reverenziale timore, portandoselo poi a casa quale trofeo della lunga corsa compiuta.

Il Drago ha però anche la grazia e la grandezza di saper insegnar loro il significato del rispetto e della partecipazione verso i più sfortunati, come nell’ultima corsa avvenuta l’autunno scorso, quando uno dei più grandicelli schernì per tutta la salita il figlio del boscaiolo che, feritosi gravemente ad una gamba aiutando il padre nel taglio di un grosso ramo, arrancava faticosamente lungo il sentiero… Giunse per ultimo, con grande distacco dagli altri bambini e quello che lo prendeva in giro, giunto per primo, stava apprestandosi a raccogliere la scaglia del Drago, ma bastò uno sguardo di questi e uno sbuffo di vapore bollente dal naso per far tornare sui propri passi il ragazzetto, che raccolse tremante la scaglia immeritatamente vinta, per porgerla poi con un sorriso di scusa al figlio del boscaiolo, il quale la prese con mani tremanti temendo chissà quale altro dispetto suo compagno di giochi, ma ricevette in cambio un abbraccio e venne portato in trionfo fin giù al villaggio, circondato da tutti gli altri amici e da un amico ancor più grande di prima!

Per scaramanzia comunque, il villaggio lascia di tanto in tanto un’offerta a questo Drago dal cuore d’oro, che sia una mucca intera o qualche pecora o capra… Costa loro molto sacrificare questi capi di bestiame, significa privarsene per i duri mesi dell’inverno e il Drago lo sa e apprezza questo gesto di estremo rispetto nei suoi confronti.

Penso a queste occasioni di festa e alle volte in cui tutte quante ci troviamo intorno al nostro tavolo a chiacchierare, a raccontarci dei viaggi compiuti nelle notti di luna piena a cavallo delle nostre scope, al legame che ci unisce tutte quante, che ci unisce alla Terra tutta, ai momenti di pausa e riflessione collettiva per sentirne il cuore battere in profondità, al suo sangue di fuoco scorrere sotto la roccia, agli oceani respirare al ritmo della Luna e tutto passa…

L’affanno non c’è più, il cuore è più leggero, sono pronta a tornare nel mio mondo…

Se passate per l'Antro e siete un pò giù, non potete non leggere questo libro!!!
Vi tirerà su all'istante!!!

DEVO COMPRARE UN MASTINO di Tiziana Merani
immagine presa da bol.it

La protagonista potrebbe essere benissimo una Strega dell'Antro! Anzi, le darei una laurea ad honorem! :DDD

Via su, una lettura da spiaggia se volete, io in due giorni (anzi, notti) me lo sono divorato e in alcuni punti ridevo talmente tanto che ho svegliato il Compare...

Buona lettura e Felice Estate!!!!

Non dovrei usare questo blog per scopi personali.
Però ho scoperto l'esistenza di un altro Drago e ho deciso di presentarvelo.
In realtà è lui che ha trovato me, attraverso twitter (@cuoredrago).
Il suo nick name è @Toporso, il nome umano è Claudio Giovenzana.
Acquistate e leggete il suo libro "Transcanada", i primi 10.000 Km del suo viaggio in sella ad una moto Guzzi, con il suo compagno e mascotte Toporso!
Per chi ama il viaggio attraverso le emozioni umane.
Vi lascio il link al suo sito.
Questo post ha lo scopo di far conoscere Claudio in modo che possa sostenersi per continuare a portare avanti il suo principale progetto, continuare il suo viaggio e rimanere un uomo libero.
:o)

Alcuni video per capire di cosa si tratta...
Per ulteriori notizie questo è il link al post sul mio blog.



- Pronto?
- Quanto manca?!!!
- Oddio… un “salve” non ci sta?
- Per i convenevoli se vuoi possiamo trovarci a pranzo al ristorante… adesso mi preme sapere a che punto sei…
- Non manca molto…
- Quanto?
- Non molto…
- Non mi sai fare una previsione?!
- Ecco… è che…
- Entro sabato mattina devi mandarmi la bozza definitiva per l’ultimo controllo, lo sai…
- Sì lo so…
- E allora? Che ti succede?!
- Niente…
- Non dirmi che ti sei bloccata…
- Eh… …
- O mamma...  No eh?!! Non mi fare di questi scherzi…
- Se continui mi metto a piangere…
- No! No! Che poi mi tiri fuori un finale tragico!!!
- Ecco!
- Va bene dai, ti lascio pensare tranquilla. Quando posso richiamarti?
- Ti chiamo io!
- Va bene ma sabato…
- Lo so Santa Pupattola!!!
- Va bene, allora ciao
- Ciao

Appena chiuso il telefono ho tirato un sospirone di sollievo enorme.
Non potevo crederci, mancava ancora una settimana alla scadenza e quella già mi stava col fiato sul collo… Ma chi me l’ha fatto fare di buttarmi in quest’avventura?! Non sono una scrittrice, non posso nemmeno definirmi “in erba” che non ho alcuna nozione “tecnica” di come si scrive un racconto se non addirittura un romanzo…

Mi siedo davanti al portatile e butto giù quello che viene, mescolando reale e fantasia senza alcuna pretesa di piacere, lo faccio per sfogo personale e se poi qualche volta ci metto cose realmente successemi non è un problema… Sono cose talmente assurde, che chiunque le prende per favola e continuo a vivere in pace.

Se scoprissero che conduco una vita parallela tra un anonimo impiego in un ufficio contabile e un mondo fantastico che continuo ad illudermi alberghi solo nella mia testa… mi rinchiuderebbero subito in un manicomio… che poi tanto non esistono più… tutto il mondo reale è un Manicomio con la “M” maiuscola e quindi, molto meglio il mio rifugio personale….

Non so per quanto tempo ancora riuscirò ad essere così brava da lasciare credere a tutti quelli che mi “conoscono” che sono una persona “normale”, con un lavoro “normale”, una casa “normale” ecc. ecc. ecc. ……

Ci sono giorni in cui la mia vera natura minaccia di saltar fuori e ho il terrore che possano vedermi per quella che realmente sono…

Mi succede sempre più spesso, quando accade qualcosa che mi sconvolge o anche solo che mi irrita, di sentire tra stomaco e cuore tutto un fremito e mi viene la pelle d’oca… Prima o poi esploderò e sarò davvero quella che sono… Prego Merlino che non accada mai… Mi toccherà scappare, sarò bandita da questa e da quell’altra Realtà, e vivere come un’eremita… e con che coraggio poi riuscirei più a guardare in faccia mia madre e mio padre?!

Sono intere generazioni che il Segreto è gelosamente custodito, mai una sola parola è sfuggita, nemmeno se si era un po’ alticci… frutto di anni e anni di duro allenamento, frutto di altrettanti anni e anni di dure e pesanti persecuzioni…

E mio marito… povero angelo mio… è all’oscuro di tutto anche lui e non credo sarebbe in grado di reggere la Verità… No, non potrò dirglielo MAI, anche a costo di veder morire la nostra Storia pur di proteggerlo…

Ma via, non è questo il momento di essere negativi, che se ci penso troppo attiro la Sfortuna e poi mi tocca fare tutta la procedura di “pulizia”, che dura giorni e non ne ho proprio voglia…

Torno al portatile e riprendo il capitolo sospeso, raccontando di quella volta che un Troll ubriaco entrò ballando sulle punte nella Taverna del Villaggio.. strapperò due risate ai lettori, facendo loro conoscere un altro angolino della mia Vita Vera senza correre pericolo alcuno, nè per me, nè per i lettori…

...era una giornata di fine inverno, stavo camminando in mezzo alla gente del villaggio, nessuno aveva notato la mia presenza.
Nessuno aveva il coraggio di guardare negli occhi un cavaliere avvolto in un mantello nero e con la spada bene in vista, con l’ elsa a forma di teschio cornuto.
Nessuno aveva guardato i miei occhi dall’iride dorata, nessuno aveva capito chi fossi.
Trovai quell’uomo in un angolo della piccola piazza, intento a parlare ad un gruppo di cinque uomini, grassi commercianti dalle facce stanche e mezze addormentate.
Valutando il suo pubblico non sembrava che le sue parole fossero così interessanti, anche se rivelavano segreti che avrebbero permesso ai più di arricchirsi con piccoli accorgimenti.
Mi fermai davanti a quel gruppetto annoiato, nessuno alzò lo sguardo per vedere chi fossi, che cosa volessi.
Qualcuno si era addormentato.
Guardai l’uomo che teneva la lezione, aveva un’età indefinibile, era alto e magro, i capelli lunghi e neri, la barba non troppo lunga, stava in piedi con le gambe unite, rigido e gesticolava con le mani ad artiglio, per dare enfasi al suo discorso, si muoveva come un albero spogliato dal gelo e scosso dal vento.
Quando si accorse della mia presenza continuò a parlare come nulla fosse.
Non mutò il tono della sua voce, ne il modo di gesticolare, nemmeno l’espressione del suo viso.
Ma il suo sguardo puntò i miei occhi, aveva capito chi ero e non aveva paura.
Non ci volle molto per entrare nella sua mente attraverso gli occhi neri e cupi che mi perforavano il cranio, nessuna barriera o difesa, solo un immenso abisso, illuminato da pensieri intelligenti e guizzanti, da perfide incoerenze.
Era un Demone.
Un Demone del Ghiaccio, non tra i più rari come quelli dell’Acciaio ma sicuramente non comune come i Demoni del Fuoco.
Se i Demoni Acciaio erano sempre alleati e solitamente dalla parte estrema del bene e della giustizia (secondo il loro punto di vista) e i Demoni del Fuoco erano solo belve feroci pronte a sopprimere chiunque trovassero lungo il loro cammino, i Demoni Ghiaccio stavano esattamente nel mezzo.
E il loro "mezzo" era qualcosa di ambiguo, di incomprensibile per qualsiasi mente umana.
Aveva smesso di parlare.
Mi fece un sorriso, mi salutò con un inchino, si avvolse nel suo mantello di lana grigia e se ne andò.
I cinque commercianti erano ancora li, seduti a terra, morti.
Lui voleva insegnare a loro come ingrandirsi, arricchirsi, come avere successo.
Loro non lo avevano ascoltato.
Lui li aveva puniti.
M’incamminai nella direzione da cui ero arrivato.
Dopo qualche passo si udirono delle grida alle mie spalle, continuai a camminare senza voltarmi, la gente incominciò ad agitarsi qualcuno si mise a correre, altre urla.
Quel Demone non era un mio nemico.

sei una maga!!!
Trovi tante cose carine ed interessati ;)

io sono un castagno e mi ci ritrovo spiaccicata uguale uguale, perfino nel patner che, appunto è un pino.


Non potevo esimermi proprio oggi che è il mio compleanno!

Pare che io sia un Salice, albero che mi piace molto, ma anch'io, come la nostra amica Stre-gata, non mi ritrovo molto nella descrizione caratteriale.

Il link per andare a vedere di che albero siete, lo trovate nel post precedente.

Sito denuclearizzato


BENVENUTI!

Benvenuti o viandanti! Prego, fermatevi pure nel nostro magico antro, sedetevi e godete del nostro caldo focolare nelle freddi notti invernali o dell’ombra delle fronde all’ingresso della nostra grotta in cima al monte!
Ci sarà sempre ad attendervi una buona tisana o una zuppa rinvigorente…
Potreste fermarvi solo qualche ora o anche qualche giorno e divertirvi con noi ad ascoltare le tante storie che abbiamo da raccontare, frutto della nostra secolare esperienza di vita da Streghe.
Badate bene però! Siamo Streghe Bianche e aborriamo i sortilegi cattivi, i malocchi e tutta sta robaccia abominevole! Se siete in cerca di incantesimi che riducano zoppicante il vostro vicino, che facciano imbruttire la bella di turno, o, ancora, se siete alla ricerca della medicina miracolosa… siete NEL POSTO SBAGLIATO! Tutto quello che diciamo, raccontiamo, cuciniamo, consigliamo è solo per il nostro personale divertimento!!!
Non ci sogniamo nemmeno di sostituirci ai cerusici e ai medici dei villaggi!
Se ciò che vi affligge sono pene d’amore, da noi potrete trovare tutto il sostegno possibile, anche una spalla su cui piangere, ma nulla di più!
Lungi quindi da noi chiunque creda pedissequamente a tutto ciò che gli si dice… siamo stati dotati di una mente assai funzionante e quindi, dopo il momento ludico passato nella nostra grotta, se questo vi ha apportato giovamento e allegria, si torna con i piedi per terra, si appoggia la scopa nell’angolo d’onore della Cucina Stregata e si rivestono i panni di Donne e Uomini “moderni”… almeno fino al prossimo incontro! ^__^
Le streghe

I nostri fans!!

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amicici ...

"Tre volte miagola la gatta in fregola,
tre volte l'upupa lamenta ed ulula,
tre volte l'istrice guaisce al vento...
Questo è il momento.
Su via!
Sollecite giriam la pentola,
mesciamvi il circolo possenti intingoli:
sirocchie, all'opera!
L'acqua già fuma,
crepita e spuma.....
tu rospo venefico che suggi l'aconito,
tu, vepre, tu, radica sbarbata al crepuscolo
và, cuoci e gorgoglia nel vaso infernal.......
tu, lingua di vipera,
tu, pelo di nottola,
tu, sangue di scimmia,
tu, dente di bottolo,
và, bolli e t'avvoltola nel brodo infernal......
tu, dito di un pargolo strozzato nel nascere,
tu, labbro di un tartaro,
tu, cuor d'un eretico,
và dentro, e consolida la polta infernal.......
e voi, spiriti negri e candidi,
rossi e ceruli,
rimescete!"
voi che mescere ben sapete,
rimescete! riemescete!

(MacBeth-William Shakespeare)

A pesca nel calderone magico....


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LE STREGHE