Per la prima QUI e per la seconda QUI ^__^




Le pantofole!!
Eccole lì!!!
Darei il Premio Nobel a chi le ha inventate!
Infilo prima il piede sinistro poi il destro godendomi tutto il piacere di questo gesto così semplice ma con il potere di rimettermi in pace col mondo.
Il vento fuori si alza sempre più forte, ma ormai non ho più paura, sono nel mio nido e mi appresto a preparare la cena.

Squilla il telefono, sbircio il display temendo l’ennesima chiamata anonima che se rispondo vorranno vendermi chissà che… ma questa volta leggo “ma&pà M……..” e rispondo felice!!

Quattro chiacchiere con mamma, un salutino a papà che mi racconta una barzelletta e di aver vinto 5 euro col grattino e intanto giro per casa saltellando cercando di togliere gonna e maglioncino, lascio tutto sparso in giro e con una mossa degna del migliore contorsionista riesco ad infilarmi il pigiama, i calzettoni, di nuovo le pantofole e a mettere l’acqua per la pasta sul fuoco, sempre con il cordless appiccicato all’orecchio tra spalla e guancia e i gatti che mi seguono come ombre, trascinandosi con espressioni disperate come fossero a digiuno da una settimana… mentre hanno una trippa da paura che la veterinaria mi sgrida sempre che li nutro troppo e io che li giustifico dicendo che è la trippa invernale, tentando con queste deboli scuse di giustificare anche le mie curve più che morbide… Arriverà l’estate e loro diventeranno due scheletrini mentre io divorerò gelati su gelati!!!

Appena chiudo il telefono, sento il cellulare, chiuso nella borsa ancora sulla poltroncina nell’ingresso.
Corro, giro la borsa con tutto il suo contenuto sul cuscinetto ricamato, lo trovo e nel frattempo quello tace… Guardo chi mi cerca, la mia dolce metà e subito ricompongo il numero già sapendo come esordirà

“Dov’eri? E’ mezz’ora che chiamo e non rispondi mai! Cosa te ne fai del cellulare?! Lo usi come soprammobile?” tra l’arrabbiato e il rassegnato…

“No ero al telefono con mamma e non l’ho sentito suonare… sai ho la suoneria bassa e poi era nella borsa chiusa lontano da me…” e mi viene da ridere perché anche queste piccole schermaglie fanno parte della nostra routine e non potrei mai farne a meno.

Mi dice che questa sera, dopo la palestra, uscirà a farsi una pizza con gli amici e che probabilmente farà tardi.

Mi arrabbio un po’ e gli dico che poteva avvisarmi prima così mi fermavo in paese a prendermi una pizza da asporto pure io e lui dice che posso sempre andarmela a prendere ma io sono già in pigiama e non ci penso neppure ad uscire col tempaccio che si avvicina, così lo saluto e mi preparo ad affrontare una delle rare serate passate da sola in questa casetta ai piedi di una collina coperta di alberi di castagne.

A questo punto non ho più fretta di preparare da mangiare, spengo il fuoco sotto la pentola, butto qualche ciocco di legno nel camino, accendo con qualche rametto più piccolo e un po’ di carta, mentre i gatti si avvicinano col musetto curiosi come sempre.

Mi butto sul divano, quello che sembra fatto con un plaid scozzese. Verde oliva a righe verticali blu scuro con in mezzo una più fine gialla e altre orizzontali color ocra e una più sottile al centro rossa. Chissà se esiste davvero un Clan "Mc-qualcosa" in Scozia con questi colori?

Sistemo i cuscini ricavati da vecchi maglioni di lana irlandese color panna con grosse trecce e bottoni di legno scuro in modo da poter leggere comodamente, l’ultimo libro fantasy che ho comprato una settimana fa nella mia libreria preferita, un negozio supermoderno di una nota casa editrice, ma che se sai cercare e isolarti da tutti quei faretti puntati sulla novità del mese, trovi sempre delle vere e proprie chicche.

Mi allungo col braccio sinistro ad accendere la piantana simil-antica, col suo cappello di ceramica ondulato che sembra un vecchio centrino, strategicamente puntato sulle pagine del libro, mentre tutto il resto della stanza è in penombra e i mobili sono vagamente illuminati dal fuoco che ancora timido cerca di impossessarsi della legna e scaldare per qualche ora questo angolo di mondo.

Appena mi sistemo in questo modo, il gattino grigio mi salta in grembo e miagola disperato… le pappe!!!

Mi rialzo, corro nel corridoio e, come sempre, mi diverto a saltare sul tappeto in lana e seta e a “scivolare” verso il fondo in precario equilibrio, arricciandolo così tutto contro il muro di fronte e i due gatti fermi sulla porta, una volta tanto fianco a fianco dimentichi delle loro azzuffatine, a guardarmi e chiedendosi quando la finirò di giocare e penserò alle loro pance così desolatamente vuote…

Va bene, mi ridò un contegno, prendo un lembo del tappeto e me lo ritrascino dietro ridistendendolo, faccio una carezza sulla testolina di ogni micio, riempio le loro ciotole, cambio quella dell’acqua mettendola fresca.

Il micio si fionda sulla sua e mangia a sette ganasce, la vecchia gatta bisbetica invece ha un suo contegno.
Guarda altezzosa la propria ciotola, poi si siede davanti a quella dell’acqua e aspetta che io, ormai usanza irrinunciabile, intinga il dito nell’acqua e le dia da bere così, goccia dopo goccia.

Ogni goccia la raccoglie con quella sua lingua rosa e rasposa, arrotolandola attorno al dito fino ad asciugarlo perfettamente, poi via un’altra goccia e via un’altra asciugata… E’ stata la sua “nonna” (mia mamma) ad abituarla così e che ci posso fare se mi piace mantenere certe tradizioni.

Appagati i gatti e prima di tornare al divano, mi ricordo che è tanto che non aggiorno i miei blogs, così vado nel sottoscala, dove abbiamo ricavato un microstudio e dove il rovescio dei gradini della scaletta di legno che porta nella piccola mansarda/soffitta di sopra, sono diventati piccoli scaffali dove abbiamo appoggiato di tutto, dalle bottigliette con la mia raccolta di sabbie da tutto il mondo, ai piccoli trofei della squadra del cuore della mia dolce metà, microscopiche cornici d’argento con noi due sempre abbracciati in varie gite e vacanze, i nostri genitori anch’essi stretti in un abbraccio in quella gita a Loreto e poi i miei nonni, lo zio che non c’è più, il cugino con la sua bimba in braccio, la vacanza con gli amici...

Prendo il portatile e mi risistemo i cuscini dietro la schiena, con le gambe allungate sul divano.

La vecchia gatta bisbetica si accoccola nella poltrona a fianco, di un giallo tenue e foderata anch’essa con un plaid morbido e caldo messo apposta per l’inverno per i miei amori pelosetti.

Il micio invece vuole subito prendere il controllo della situazione e mi fa dannare una buona mezz’ora prima di capire che non è in grado di accendere lui il portatile e alla fine si sistema sul bracciolo dietro la mia testa e fissa ipnotizzato la freccetta del mouse che scorre sullo schermo, con quel sederino fremente, in quella posa che non so mai se sta per saltarci sopra o meno.
Ogni tanto lo richiamo all’ordine, tanto per prevenire qualche disastro e lui si riaccuccia sulle quattro zampine e mi annusa l’orecchio facendomi il solletico con i baffi.

Ecco, ho aperto la posta elettronica e vedo che ci sono diversi messaggi da leggere, alcuni commenti sui blog e qualche mail per il Compare.

Mentre sono lì che scorro i messaggi sento un rumore quasi impercettibile che però fa girare le orecchie alla vecchia gatta bisbetica apparentemente abbandonata in un sonno profondo.

Guardo il micio e vedo che anche lui ha captato qualcosa e fissa il soffitto con le travi a vista, girando le orecchie come piccole parabole.

6 magici commenti:

Sarei venuta volentieri a farti compagnia...pizzetta, caminetto, plaid e due chiacchiere...
^_^

e se ci fossi arrivata anch'io??? mi terresti là per un paio di sere??? così finalmente conoscerei te e Susina... che bello... baci ;)))
pssst ma cosa han visto i mici??!!

ih! ih! ih! ... aspettate mie care, aspettate... ^___^

Bacioni superlampoooooooooooooooooooo

Spero proprio di dipingerti il quadro per la casa del bosco!
Non vedo l'ora di leggere la IV° puntata... terrò d'occhio il blog.
Ma sei sicura che la casa non esista già???? Ancora un po' e sentivo l'odore della legna che ardeva nel camino ed il calore del plaid!
Grazie per il tuo commento. Un abbraccio.

Sono ancora io.
Devo assolutamente fare i complimenti a chi ha recuperato la foto delle 4 streghette che sta sotto al tuo post. E' bellissimaaaaa!

ELI grazie!!!! ^___^

Hai ragione, quella foto è superlativa!!! E' aperta la "caccia" alla collega strega che ha avuto l'idea!!! :DDD

PS: spero presto di riuscire a pubblicare la IV^ puntata... è pronta... :DDD

BENVENUTI!

Benvenuti o viandanti! Prego, fermatevi pure nel nostro magico antro, sedetevi e godete del nostro caldo focolare nelle freddi notti invernali o dell’ombra delle fronde all’ingresso della nostra grotta in cima al monte!
Ci sarà sempre ad attendervi una buona tisana o una zuppa rinvigorente…
Potreste fermarvi solo qualche ora o anche qualche giorno e divertirvi con noi ad ascoltare le tante storie che abbiamo da raccontare, frutto della nostra secolare esperienza di vita da Streghe.
Badate bene però! Siamo Streghe Bianche e aborriamo i sortilegi cattivi, i malocchi e tutta sta robaccia abominevole! Se siete in cerca di incantesimi che riducano zoppicante il vostro vicino, che facciano imbruttire la bella di turno, o, ancora, se siete alla ricerca della medicina miracolosa… siete NEL POSTO SBAGLIATO! Tutto quello che diciamo, raccontiamo, cuciniamo, consigliamo è solo per il nostro personale divertimento!!!
Non ci sogniamo nemmeno di sostituirci ai cerusici e ai medici dei villaggi!
Se ciò che vi affligge sono pene d’amore, da noi potrete trovare tutto il sostegno possibile, anche una spalla su cui piangere, ma nulla di più!
Lungi quindi da noi chiunque creda pedissequamente a tutto ciò che gli si dice… siamo stati dotati di una mente assai funzionante e quindi, dopo il momento ludico passato nella nostra grotta, se questo vi ha apportato giovamento e allegria, si torna con i piedi per terra, si appoggia la scopa nell’angolo d’onore della Cucina Stregata e si rivestono i panni di Donne e Uomini “moderni”… almeno fino al prossimo incontro! ^__^
Le streghe

I nostri fans!!

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amicici ...

"Tre volte miagola la gatta in fregola,
tre volte l'upupa lamenta ed ulula,
tre volte l'istrice guaisce al vento...
Questo è il momento.
Su via!
Sollecite giriam la pentola,
mesciamvi il circolo possenti intingoli:
sirocchie, all'opera!
L'acqua già fuma,
crepita e spuma.....
tu rospo venefico che suggi l'aconito,
tu, vepre, tu, radica sbarbata al crepuscolo
và, cuoci e gorgoglia nel vaso infernal.......
tu, lingua di vipera,
tu, pelo di nottola,
tu, sangue di scimmia,
tu, dente di bottolo,
và, bolli e t'avvoltola nel brodo infernal......
tu, dito di un pargolo strozzato nel nascere,
tu, labbro di un tartaro,
tu, cuor d'un eretico,
và dentro, e consolida la polta infernal.......
e voi, spiriti negri e candidi,
rossi e ceruli,
rimescete!"
voi che mescere ben sapete,
rimescete! riemescete!

(MacBeth-William Shakespeare)

A pesca nel calderone magico....

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